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5 novembre 2016

Interpensiero: Esclusiva! Le Creature della notte incontrano Anna Premoli

LE ESCLUSIVE DI LUDOVICA:
Incontro con: Anna Premoli

INTERPENSIERO SPECIALE:


Grazie alla Newton Compton Editori il 4 novembre 2016 abbiamo avuto la possibilità di incontrare una delle scrittrici più brillanti di questi tempi 

Chi è Anna Premoli ?

Nata nel 1980 in Croazia, vive a Milano dove si è laureata alla Bocconi. Ha lavorato alla J.P. Morgan e, dal 2004, al Private Banking di una banca privata. La scrittura è arrivata per caso, come “metodo antistress” durante la prima gravidanza. Ti prego lasciati odiare è stato il libro fenomeno del 2013. Per mesi ai primi posti nella classifica, con i diritti cinematografici opzionati dalla Colorado Film, ha vinto il Premio Bancarella ed è stato tradotto in diversi Paesi. Con la Newton Compton ha pubblicato anche Come inciampare nel principe azzurro, Finché amore non ci separi, Tutti i difetti che amo di te, Un giorno perfetto per innamorarsi, L’amore non è mai una cosa semplice e L'importanza di chiamarti amore.

Scopri i libri dell’autrice Clicca Qui! 

Noi creature della notte abbiamo avuto la possibilità di porle alcune domande prima della presentazione del suo ultimo libro “è solo una storia d’amore”, Anna si pone come una persona davvero simpatica e disponibile, di seguito l’intervista. 

Ludovica: Come scrittrice hai un modello di scrittore a cui ti ispiri? 
Anna: No, a maggior ragione con l’aumentare di libri che scrivo cerco di essere il più vera possibile rispetto a quella che è sempre stata la mia voce narrativa che spesso magari non è nemmeno il genere di voce narrante che a me piace da lettrice, io non sono una creatura poetica, sono perfettamente cosciente di non esserlo, non mi sforzo di esserlo, apprezzo chi lo è ma bisogna essere molto corretti con se stessi per me quando si scrive e seguire la propria naturale inclinazione. 

Ludovica: Quando scrivi vengono prima i personaggi o la storia? 
Anna: E’ un mix nel senso che si influenzano a vicenda, un personaggio assume un valore all’interno di un certo tipo di storia l’uno senza l’altro non potrebbero funzionare, prima di iniziare io ho sempre ben presente l’immagine iniziale della storia ma sono fondamentali tutti e due. E’ bene secondo me conoscere in profondità l’animo di un personaggio per cui se lo conosci bene ti rendi subito conto se stai sbagliando qualcosa oppure no, poi è un crescere vicendevolmente. 

Ludovica: I personaggi sono completamente frutto della tua immaginazione oppure ti ispiri a delle persone che conosci nella vita reale? 
Anna: Allora, evito sempre di mettere persone in carne ed ossa nei libri, può essere che sono tutte figure fittizie, può essere che frequentando molte persone in ambienti diversi uno chiaramente riceva dei condizionamenti in fondo uno scrittore secondo me si nutre di vita reale, osservare la gente, vedere una relazione interpersonale come si evolve per cui la vita reale è sempre uno spunto ma è più uno spunto di ragionamento da cui poi può nascere una storia.

Ludovica: Che consiglio daresti ad un futuro scrittore o a chi si diletta nello scrivere?
Anna: io sono molto poco adatta nel senso che scrivo come non dovrebbero scrivere nel senso che la sera nei ritagli di tempo lo faccio cosa che non si dovrebbe fare ma io dico sempre non prendersi molto sul serio, non prendere proprio il libro sul serio perché il problema di un esordiente che magari ha un libro nel cassetto è di caricare quel libro di troppe aspettative, per quanto possa essere un capolavoro è sempre un libro, non bisogna vivere in funzione di quello che si scrive, bisogna vivere a prescindere, il libro è solo una piccola componente, non bisogna aspettarsi una realizzazione emotiva psicologica solo in funzione del successo di un libro. Un pò di sano distacco e un pò di sana autoironia nel momento in cui ci si butta in questo mondo. 

Ludovica: Cosa stai leggendo in questo momento? 
Anna: Un trattato di Varoufakis sull’economia, ci sto mettendo una vita, è un periodo chiaramente dal punto di vista finanziario molto pieno, sono letteralmente sommersa di ricerche ed è un periodo che sto leggendo un po di cose molto tecniche. 

Ludovica: Il tuo libro preferito in assoluto? 
Anna: Allora io sono una folle amante della coscienza di Zeno perché pur non avendo elementi gran che romantici il sarcasmo di fondo è una cosa che a me colpisce sempre cioè è quell’imprinting che ha il libro, quel prendersi in giro dall’inizio alla fine che a me piace moltissimo, è uno di quei libri che ti rimane dentro e ti accompagna, mentre magari uno legge tanti libri e poi magari passa tempo e non ti ha lasciato qualcosa, questo è un tipo di sarcasmo e di ironia che passati due milioni di anni da quando l’ho letto mi lascia ancora qualcosa. 

Ludovica: Cosa nel pensi del premio nobel alla letteratura a Bob Dylan? 
Anna: Mi ha fatto riflettere, nel senso che lì per lì sono rimasta un pò così, io avrei scelto altro dico sinceramente, ci sono tanti altri premi che possono essere attribuiti, la musica è chiaro che è essenzialmente poesia però forse in un momento in cui già la gente legge poco, forse avrei enfatizzato un’altro tipo di autore magari anche poco conosciuto anche perché Bob Dylan già di suo è eterno e il nobel non aggiunge e non toglie, posso capire le ragioni alla base ma vista la situazione dei libri a livello mondiale forse si poteva sottolineare altro. 

Ecco alcune delle domande più curiose poste da altri lettori: 

La protagonista del tuo libro è una scrittrice che usa uno pseudonimo per pubblicare le sue opere, hai mai pensato di fare lo stesso?
Bè in realtà lo faccio, Anna Premoli è il mio nome da sposata, sulla mia carta d'identità non mi chiamo così. 

I personaggi secondari del tuo ultimo libro sono molto belli e hanno delle forti personalità, hai mai pensato di scrivere in futuro qualcosa su di loro? 
In realtà al momento non ho progetti futuri perché sono molto impegnata ma, c'è un ma, le amiche scrittrici di Laurel sono molto interessanti mi piacciono tantissimo, non escludo nulla. 

I tuoi romanzi sono ambientati in città sempre diverse, come Londra o New York, sei stata in tutte le città che descrivi? 
No non in tutte almeno, quando scelgo una città che non ho visto di persona mi dedico a molte ricerche, scarico la piantina della metropolitana, calcolo i tempi che ci vogliono per arrivare da un posto all'altro con una piantina ecc... cerco di fare un lavoro il più accurato possibile. 



Ringraziamo ancora la Newton Compton Editori per l’incredibile opportunità che ci ha offerto, è sempre bello per noi partecipare a questi magnifici incontri. 



ANNA PREMOLI CI SALUTA IN UN VIDEO:


20 ottobre 2016

Interpensieri: Marco Perillo


Conosciamo meglio gli scrittori con l'intervista di Stefano
Scambio di pensieri con Marco Perillo

CHI E' MARCO PERILLO?
è nato nel 1983. Giornalista professionista, ha lavorato per il dorso campano del «Corriere della Sera» ed è redattore a «Il Mattino» di Napoli. Ha pubblicato romanzi, poesie e saggi. È autore, con Alessandro Chetta, del documentario Mirabiles I custodi del mito (2016). 
Un suo antenato, Donato Stanislao, scrisse Ragguaglio delle ville e dei luoghi di Napoli e Campania (1737) per Carlo III di Borbone. Oggi lui cerca di seguire i suoi passi.

Segui Marco su facebook sulla sua pagina ufficiale Clicca QUI
Scopri il suo ultimo libro; Misteri e Segreti dei quartieri di Napoli Clicca QUA


Interpensiero a Marco Perillo:

Stefano: Salve Marco e grazie per aver accettato di farti conoscere di più da tutti i lettori che ti seguono tramite noi del forum e blog di libri creature della notte, spero che questi piccoli e brevi scambi di pensieri siano di tuo gradimento.
Marco: Di grande gradimento.


Stefano: Marco, ti seguiamo come sai da diverso tempo e sappiamo il tuo amore verso la città di Napoli, il tuo ultimo libro dimostra ancor più quanto ci tieni alla nostra Partenope, raccontaci se è stata dura per te cercare i tanti aneddoti dei quartieri di Napoli, quale quartiere ami di più e quale speri sia riscoperto dai napoletani e dai turisti che arriveranno in città in futuro ancor di più dopo aver letto magari il tuo libro.
Marco: E’ il libro che ho sempre sognato di scrivere, proprio per l’amore che nutro per questa città-mondo con 2500 anni di storia, che abbraccia culture diversissime e in cui ogni anfratto, ogni angolo cela una storia che merita di essere raccontata. Si parla di Napoli nel libro? Certo, ma anche di Nerone, degli antichi egizi, dei Borbone, di Giordano Bruno, di Vlad Tepes, più noto come Dracula… Perché questo luogo è da sempre un crogiuolo della Storia. È vero che nel forno dell’agorà grecoromana di Napoli si cucinava una pietanza che può considerarsi l’antenata della pizza? Nella chiesa di Santa Chiara si dice che si aggiri lo spettro di una regina assassinata: di chi si tratta? Cosa c’entra Frankenstein con la Riviera di Chiaia, Conrad con la Villa Comunale e Dracula col quartiere San Giuseppe? Possibile che gli Ufo siano stati avvistati a Pianura e che a Secondigliano si narrano storie da far tremare i polsi? “Misteri e segreti dei quartieri di Napoli” è proprio questo: 10 passeggiate per scoprire aneddoti, miti e leggende di ogni quartiere partenopeo, dal centro storico d’impianto grecoromano fino alle periferie, ex paesi con storie straordinarie, aggregati alla città nel Novecento. Storie antiche e storie nuove, seguendo diversi filoni: da alcuni capisaldi come Carlo Celano e Matilde Serao, al discorso degli fantasmi che si aggirano in città (come quello di Bianca, murata viva, o dell’autore di fiabe Andersen) fino al fil rouge dei sepolcri enigmatici, partendo da quello della sirena Partenope, di Virgilio, passando per quello del principe di Sansevero e di Leopardi.

 Non è stato semplice parlare in modo esaustivo di tutti i quartieri, ho dovuto leggere e spulciare diversi libri; il resto lo ha fatto la mia esperienza di giornalista: racconto aneddoti anche “personali”. Io sono nato al centro storico, a due passi da piazza San Domenico, nei vicoli che furono abitati anche da Pino Daniele (cui è dedicato un capitolo) ed è ovvio che sia il quartiere cui sono più legato. Ma gli altri non sono da meno e li ho scoperti con grande entusiasmo, come spero farà chiunque legga questo libro, che non a caso è concepito anche come una guida turistica: lasciatevi trasportare dall’ipnotica Napoli!


Stefano: il tuo lavoro di giornalista spesso ti mette di fronte a dure realtà, sia del territorio napoletano sia dell'italia intera, secondo te l'italia su cosa deve puntare per uscire da una serie di grattacapi che si porta dietro da anni?
Marco: Su una grande modernizzazione e soprattutto su quel tesoro che è il suo patrimonio culturale. Lo vediamo con Pompei: se ne abbiamo cura e riusciamo a concretizzare le idee, anche con l’aiuto della tecnologia e dei social, non ce n’è per nessuno. La vocazione turistica è il nostro volano. E in questo Napoli recita un ruolo di primissimo piano.


Stefano: La passione della scrittura ti è stata trasmessa di certo da qualcuno, vero? O no? Se si chi? E come ha reagito la persona o le persone una volta che sono venuti a conoscenza della strada che volevi intraprendere?
Marco: Devo questa passione alla mia famiglia. Sono di discendenza baronale e in casa mia ho ereditato diversi libri antichi che fin da piccolo mi hanno affascinato. Poi mio padre mi ha avvicinato alla poesia, mio zio al giornalismo e lì è nato tutto. Uno dei miei avi, Marc’Antonio Perillo, fu un poeta dell’Arcadia e scrisse un testo che fu il prodromo della Cantata dei Pastori del Perrucci. Un altro antenato, giureconsulto nel Settecento, scrisse “Ragguaglio dei luoghi della Campania” per Carlo III di Borbone. Oggi io tento di seguire degnamente le loro orme e devo dire che sono incoraggiato spesso da chi apprezza la mia scrittura.


Stefano: Hai iniziato a scrivere per le piccole case editrici, ed ora ti confronti con una grande casa editrice come la Newton Compton editori, qual è il tuo stato d'animo attuale? Cosa ti aspetti e cosa ti senti di dire ai tanti scrittori che non arrivano ad esser pubblicati da una prestigiosa casa editrice?
Marco: Ovviamente è stata una grande opportunità per me. Ma non sarei mai arrivato qui se non avessi pubblicato nel 2008 la raccolta di poesie “Raggi di terra” con Guida, nel 2014 il romanzo “Phlegraios – L’ultimo segreto di San Paolo” con Rogiosi e nel 2015 il racconto “Il sogno di Natale” con Alessandro Polidoro editore. Il premio Megaris vinto lo scorso anno di certo mi ha aiutato a mettermi in luce. Ma a me è sempre importato scrivere, al di là della casa editrice e dei riscontri: non bisogna mai perdere di vista la propria scrittura. Da lì parte tutto. Poi il resto viene da sé. O almeno questo è il mio consiglio.


Stefano: Sei della classe 83'  una generazione completamente diversa dall'attuale, a mio avviso gli adolescenti di oggi bruciano le emozioni in un millesimo di secondo e leggono sempre meno, i libri potrebbero regalare loro emozioni che durano nel tempo, anche se in italia non si è mai letto molto, alcune statistiche dicono che siamo uno dei paesi europei che legge di meno specialmente al sud, come vedi 
ed interpreti tutto ciò?
Marco: Siamo stati fortunati. Abbiamo vissuto gli anni ’80 in cui le storie erano tutto. Penso alla grande musica del tempo, a narratori di sogni come U2 o Bruce Springsteen, ma anche cartoni animati come “I cavalieri dello Zodiaco” o film come “Ritorno al futuro” o “La storia infinita” che ci hanno educato all’epicità. Poi la tecnologia l’abbiamo conosciuta pian piano e saputa utilizzare al meglio. Purtroppo i giovani di oggi si sono trovati in un vortice di cambiamenti, in un mondo che forse corre troppo e ne risentono. Proprio per questo devono riscoprire il senso delle piccole cose: un bel libro da toccare, da sfogliare, da annusare, perché no, può essere un buon inizio per costruirsi attorno un mondo diverso.


Stefano: Sei affezionato ad un libro in particolare che possiedi a casa? 
Magari regalato da qualcuno?
Marco: Ne ho tanti, ma non cederei mai una rarità: “Chi è devoto” di Roberto De Simone e le foto di Mimmo Jodice. E’ un viaggio tra la religiosità della Campania, le feste, le tradizioni. Lo scovai in una libreria antiquaria, lo pagai un occhio della testa. Ma ne è valsa la pena.


Stefano: Come legge Marco a casa sua? Sei una persona che ha un angolino particolare della casa dove predilige leggere in silenzio con una bella cioccolata calda?
Marco: Purtroppo il tempo per leggere è poco, a causa del mio lavoro. Accumulo tanto e raramente riesco a terminare un libro. Ma prima di andare a dormire, a letto, è un rito. Ma anche qualche raro pomeriggio sul divano, con un po’ di musica classica e un drink, non è affatto male.


Stefano: Come si vede Marco Perillo tra venti anni? 
Marco: Con lo stesso cuore di fanciullino di sempre. Magari con qualche capello bianco, qualche ruga, chissà se con figli. Ma con un’intramontabile voglia di scrivere. Questo è sicuro.


Stefano: Grazie per aver passato un pò di tempo con noi Marco, ed ancora grazie per la possibilità che hai riservato a me ed ai tuoi lettori, un abbraccio Stefano.

FINE.

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29 marzo 2016

Interpensieri: Luigi Martinuzzi




Conosciamo meglio gli autori con l'intervista-pensiero di Stefano

CHI E' LUIGI MARTINUZZI?

Luigi Martinuzzi vive a Portogruaro, dove è nato nel 1979. 
Ha un diploma come operatore di Shiatsu ed è appassionato di testi di alchimia. 
Ha iniziato a scrivere nel 1997 brevi racconti, ma ha lasciato il suo sogno di diventare scrittore nel cassetto fino a quando ha avuto l’idea per L’ultimo respiro, il suo romanzo d’esordio.

Per seguire l'autore restando sempre aggiornato sulle ultime novità sbirciate spesso il suo sito davvero ben fatto cliccando QUI , inoltre potrete trovare l'autore presente su tutti i social specialmente su facebook ecco QUA la sua pagina facebook ricca sempre di info.

Interpensiero a Luigi Martinuzzi:

Stefano: Salve Luigi! Benvenuto tra noi lettori del forum e blog creature della notte!

Luigi: Ciao Stefano e ciao a tutte le creature della notte. Grazie di avermi invitato! È un piacere essere qui.

Stefano: Sappiamo quanto sia dura pubblicare con un editore affermato come in questo caso la Leone, ci puoi dire secondo te un pregio e difetto delle grandi case editrici ed anche un pregio e difetto dell'autopubblicazione?
Luigi: È vero, farsi pubblicare non è facilissimo. Servono molte componenti tra cui - come in ogni ambito - un pizzico di fortuna. Naturalmente, prima di tutto, il libro deve essere un buon prodotto, perché la sola fortuna non è sufficiente. Quasi certamente, il pregio principale di una grande casa editrice è la possibilità di essere distribuiti in maniera importante. Più si è distribuiti, più si ha visibilità e di conseguenza maggiore sarà la possibilità di farsi leggere. Il difetto, secondo me - visto che sono uno di quelli che vorrebbe seguire tutto, dalla copertina, agli strilli, alla sinossi, ecc - è che l'autore ha solo l'ultima parola su tutto prima che il libro venga pubblicato, mentre la CE ha l'ultimissima. Per l'autopubblicazione, al contrario, il pregio sta nel potersi sbizzarrire e poter decidere tutto, mentre il difetto è la distribuzione limitata.     

Stefano: Sei una persona sempre schietta e sincera ci dai la tua interpretazione sul perché gli italiani leggono poco?
Luigi: Secondo me, per pigrizia, perché si pensa che leggere sia palloso, perché si sta più volentieri davanti alla televisione a farsi intortare (una rovina). Io trovo invece che leggere, oltre che essere utile per tutto quello che può regalarti - dall'apertura mentale, alle emozioni - rende anche tremendamente affascinanti. Alla fine, però, non è che non si legga, perché non ci si accorge che a fine anno, se si mettessero insieme tutte le cavolate che leggiamo quotidianamente sui social, interi post e paragrafi, salterebbero fuori un sacco di libri interessanti. 

Stefano: L'ultimo respiro, il tuo libro, è ambientato negli Stati Uniti. Perché la scelta di non ambientarlo completamente in Italia?
Luigi: Prima o poi mi aspettavo questa domanda :) La logica avrebbe chiamato così in effetti. Ma da sempre sono appassionato di film e serie tv ambientati negli Stati Uniti. E gli Stati Uniti sono il mio grande sogno, spero di andarci al più presto. Questo libro lo iniziai a scrivere 13 anni fa per gioco (fino al 2014 è rimasto chiuso in un cassetto), e visto che quando lo scrissi non mi ero posto né limiti né confini, perché non scrivere una storia ambientata in luoghi che un giorno avrei voluto visitare?

Stefano: Luigi Martinuzzi è più vicino al modo di fare e di pensare di John, il protagonista del tuo libro o Simon?
Luigi: Sicuramente di John, perché essendo il mio primo personaggio principale in assoluto è stato quasi plasmato a mia immagine e somiglianza: una persona determinata, onesta, con un forte senso di giustizia. E soprattutto sensibile (e quindi con tutte le sue paranoie ;) )

Stefano: Il mondo intero vive in un'epoca delicata in cui la paura vive ormai in ognuno di noi in una piccola o grande percentuale a causa dei vili attentati terroristici, tu che racconti la paura nei tuoi libri come vivi tutto questo trasportato nel mondo "reale"?
Luigi: In quello che scrivo ci sono paura, assassini, tensioni psicologiche, è vero. Cerco di creare tensione narrativa, di intrattenere il lettore con la suspense, ma sapendo che una volta chiuso il libro le eventuali paure innescate finiscono da lì a poco. È una fiction, e da tale termina con la parola fine.  I fatti reali, soprattutto quando si tratta di attentati, mi fanno venire i brividi. Questi atti deplorevoli sono sempre una ferita aperta; innescano e innestano la paura in testa delle persone, come fossero un fuoco su cui viene gettata di continuo ulteriore benzina. 

Stefano: Ho visto che sei molto attivo sui social network qual è il tuo rapporto con i social?
Luigi: Sì, è uno spasso per me. Mi diverte molto. E mi diverte molto fare autopromozione. Mi piace creare post particolari, mettere foto o video pazzi. In più, ho la possibilità di creare dei bei rapporti - anche se virtuali - con i miei lettori e con tutte le persone che mi seguono, ed è un feedback importantissimo per me.

Stefano: Luigi Grazie per aver accettato di confrontarti con me e con tutti i tuoi lettori che ti seguono dai circuiti forum e blog creature della notte... Stefano.
Luigi: Un grande grazie a te, Stefano e a tutte voi creature della notte, che mi avete gentilmente ospitato e che fate sentire sempre la gente come a casa. Buonanotte e un forte abbraccio thriller! Luigi​

Scopri L'ULTIMO RESPIRO 
il thriller di Luigi


IL SALUTO DELL'AUTORE PER NOI
GUARDALO QUA


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3 febbraio 2016

Interpensieri: M. J. Heron



Conosciamo meglio gli autori con l'intervista-pensiero di Stefano

CHI E' M. J. HERON?

M.J. Heron nasce ventinove anni fa sotto il segno dello scorpione. Amante delle emozioni forti e di tutto ciò che può essere nuovo e stimolante, trova irrinunciabile la compagnia di un buon romanzo (classico, thriller o d'amore, a seconda del suo stato d'animo).
Nella scelta di una carriera universitaria che sembrava già tracciata, alla strada del giornalismo preferisce invece quella dell'interpretariato e traduzione, anche se sogna di continuare a scrivere fino alla fine dei suoi giorni. 
Vorrebbe viaggiare nel passato, conoscere il futuro e disporre di giornate di almeno 48 ore. Intanto assapora il presente che sa riservare anche belle sorprese e si intrattiene con i personaggi che entrano nella sua mente senza bussare...

Segui l'autrice nel suo sito ufficiale dove troverai tutte le notizie sulla scrittrice ed anche tutte le info dettagliate della sua trilogia di successo sui vampiri Kurann
clicca QUI


Interpensiero a M. J. Heron

Stefano: Ciao cara M. J. Heron e grazie per aver accettato l'interpensiero!
M. J. Heron: Un saluto affettuoso a tutte le Creature della Notte!

Stefano:  DA CHI VORREBBE ESSER CORTEGGIATA MJ HERON? ARMAND O CRIS?
M. J. Heron:  Volete mettermi in difficoltà sin dalla prima domanda... cattivissimi! Sono tentata da Crisramah e anche parecchio, ma scelgo Armand, tutta la vita!

Stefano: PUOI DIRCI UN PREGIO ED UN DIFETTO CHE AMI DEL TUO SHAMNOS?
M. J. Heron: Un grande pregio di Shamnos è quello di essere diretto. Non ama i giri di parole, non si nasconde dietro un dito, dice le cose come stanno anche se possono far stare male. Per certi aspetti questo è anche il suo più grande difetto, forse a volte potrebbe usare un po' più di tatto nel manifestare il suo pensiero.

Stefano: ALCUNE TUE LETTRICI DELLE CREATURE DELLA NOTTE PENSANO CHE SAREBBE BELLO LEGGERE UNO SPIN OFF DEL ROMANZO COMPLETAMENTE INCENTRATO SU SHAMNOS HAI MAI PENSATO AD UN ESPERIMENTO DEL GENERE MAGARI PUBBLICANDO ANCHE SOLO UNA NOVELLA GRATUITA ON LINE?
M. J. Heron: Se devo essere sincera avevo pensato a uno spin off della storia di Kylaah, ma devo ancora maturare l'idea. Chissà, magari un giorno il peso della mancanza dei kurann sarà così forte da obbligarmi a immergermi nuovamente nel mondo dell'Antica Stirpe. Comunque Shamnos come assoluto protagonista non sarebbe affatto male. Emoticon wink

Stefano: METTERE IN PARTE LA PAROLA FINE AD UNA STORIA EMOZIONA TANTISSIMO, AVEVI DA SEMPRE NELLA TUA TESTA IL FINALE CHE LEGGIAMO A FINE DI IMPURO O INIZIALMENTE IL FINALE DOVEVA ANDARE DIVERSAMENTE?
M. J. Heron: Il finale di Impuro è stato la conseguenza di tanti avvenimenti accaduti all'interno delle pagine di Implosion e Insidia. A metà stesura del secondo capitolo avevo già un'idea di quello che poteva succedere alla fine, ma ammetto che solo scrivendo Impuro ho capito davvero come sarebbero andate le cose. Ho seguito la storia e lei si è srotolata davanti a me, fino alle ultime parole della trilogia.

Stefano: AMI LE CREATURE DELLA NOTTE IN PARTICOLARE I VAMPIRI KURANN MA C'E' UN'ALTRA CREATURA DELLA NOTTE CHE TI AFFASCINA?
M. J. Heron: Le streghe sono decisamente al primo posto nella mia personalissima classifica.

Stefano: COSA AMA MJ HERON DELLA VITA?
M. J. Heron: Adoro la vita quando sa riservare belle sorprese, potrei quindi dire che amo l'imprevedibilità, anche se è quella che in certe occasioni temo di più. Amo anche il fatto che, almeno in teoria, quasi tutti i sogni potrebbero realizzarsi.

Stefano: PROGETTI FUTURI?
M. J. Heron: I progetti futuri sono tanti, tra cui una storia o due nel cassetto di cui spero a breve di potervi parlare ma, come detto prima, amo l'imprevedibilità. Emoticon wink

Stefano: UN SALUTONE DA TUTTE NOI CREATURE DELLA NOTTE! STE
M. J. Heron: Grazie per avermi ospitata sulle vostre pagine, come sempre è un grande piacere tornare a trovarvi. Un bacio a tutte le Creature della Notte e... a presto!

LA TRILOGIA DEI KURANN E' COMPOSTA DA:
1- IMPLOSION
2- INSIDIA
3- IMPURO

Videorecensioni di Giuliana nella sua rubrica per Creature della notte

IMPLOSION



INSIDIA


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21 ottobre 2014

Interpensieri: LEONARDO PATRIGNANI

INTERPENSIERI

Oggi conosciamo:
LEONARDO PATRIGNANI


Conosciamo meglio gli autori con l'intervista-pensiero di Stefano

Chi è Leonardo Patrignani?

Leonardo Patrignani è nato a Moncalieri nel 1980. 
Compositore, doppiatore e lettore appassionato dei romanzi di Stephen King, 
scrive dall'età di sei anni. 
I diritti dei suoi romanzi della saga di successo Multiversum, 
sono stati acquisiti da oltre 18 Paesi.
Segui Leonardo sul suo sito ufficiale
dove troverai tante informazioni utili


Interpensiero a Leonardo Patrignani

Stefan: Salve Leonardo! Grazie per la tua estrema gentilezza e disponibilità che ci riservi sei una vera creatura della notte Doc!
Ecco qualche domanda per conoscerti un pò meglio anche se ti conosciamo molto bene ;-)
Com'è nata la tua passione per la scrittura?
Leonardo: Da piccolo giocavo sempre con una Olivetti-lettera35, una vecchia macchina da scrivere. Con la matita me la cavavo peggio, anche se per un periodo piuttosto lungo ho dato vita a una specie di fumetto western.

Stefan: Sei uno degli autori più amati in italia specialmente tra i ragazzi e le ragazze e tanti giovani autori ti ammirano, come riesci a gestire la massa di affetto dei tuoi lettori e la tua vita privata?
Leonardo: Rischio quotidianamente il divorzio! Scherzi a parte, credo che la presenza sui social network sia parte integrante del lavoro di un autore dei nostri anni. Il web è una risorsa, un ottimo metodo per poter comunicare direttamente con i fan, e nel mio caso l'unico metodo per poter interagire con i lettori lontani, esteri. Porta via davvero tanto tempo, ma non potrei farne a meno.

Stefan: La tua serie Multiversum ti ha aperto le porte del mondo intero cosa vorresti trovare nella tua vita reale che è presente solo nella serie?
Leonardo: Naturalmente, la possibilità di dare una sbirciatina oltre il confine, di conoscere una versione di me stesso che, di fronte a un bivio della vita, ha scelto una strada diversa.

Stefan: Un grande pregio ed un grande difetto che sai di avere?
Leonardo: Grande difetto: sono polemico (non sai quante volte devo autocensurarmi per non intervenire in qualche diatriba su Facebook!). Pregio: se mi metto in testa un obiettivo, lo raggiungo. Se non lo raggiungo è solo perché ci ho creduto poco. Sono solito pensare che non ci sia niente di realmente impossibile.

Stefan: Sappiamo che la musica è parte integrante di te, se un giorno i tuoi libri prendessero vita al cinema e ti dessero la possibilità di creare anche la colonna sonora principale del film ti sentiresti pronto a creare la melodia adatta e metterti in gioco anche prestando la tua bellissima voce? Hai già in mente qualche melodia?
Leonardo: Di recente ho ripreso a scrivere colonne sonore, dopo tanti anni di stop a seguito dello scioglimento della mia band (i Beholder, con i quali pubblicai tre dischi metal tra il 2001 e il 2004). Mi piace moltissimo comporre, specialmente temi di piano, orchestrali, ma perfino canzoni di musica leggera. In questa fase della mia vita vorrei scrivere per gli altri, e di solito quando incontro qualche cantante promettente, o già noto, mi propongo volentieri come autore. Pertanto, che dire, iniziamo a vendere i diritti cinematografici, poi alla colonna sonora ci si pensa!

Stefan: Immagina... la tua bambina ti viene vicino e ti chiede "Papà perché nel mondo è così difficile viverci?" cosa le rispondi?
Leonardo: Le rispondo che più passa il tempo, più si dimentica l'immenso valore del rispetto tra le persone. Lo vediamo ogni giorno sui social network, senza neanche scendere per strada. Troppa cattiveria gratuita, troppo squallido e pericoloso anonimato, è facile ferire delle persone semi-sconosciute senza neanche accorgersene. Bisognerebbe imparare a rispettare gli altri e comportarsi secondo una morale che non necessariamente dipende dal tuo credo religioso, ma certamente dipende dalla tua volontà di vivere in armonia col mondo.

Stefan: Leonardo Patrignani tra venti anni... come si vede?
Leonardo: Non vedo l'ora di vedere come starò con i capelli bianchi, li ho sempre trovati oltremodo affascinanti. Vuoi mettere, un bel thriller con la foto sul retro di un 54enne italiano brizzolato, con qualche ruga d'espressione sulla fronte, ma con gli occhi sempre determinati e vispi come in gioventù!

Stefan: Il mondo letterario fantasy è un mondo complicato in cui è difficile emergere, puoi dare una speranza ai tanti ragazzi che scrivono ma non ottengono i risultati sperati?
Leonardo: Sono un inguaribile ottimista, pertanto non mi sarà difficile dare speranza a tutti gli esordienti, a patto però che si soffermino sempre a riflettere sulla natura di questo lavoro. Perché di lavoro si tratta. E questo significa che bisogna rispettare chi ha un'esperienza più lunga sul campo, senza pretendere di saperne di più ma sgobbando sempre a testa bassa per migliorarsi. È uno scoglio cruciale. Senza la giusta umiltà, non si va da nessuna parte. E oggi purtroppo tanti credono di essere ancora arrivati quando, ahimè, non sono nemmeno partiti. Questo è un lavoro di artigianato, e migliora man mano che lo si svolge, se si è circondati dalle persone giuste. Non bisogna abbattersi nel caso un editore ci risponda rifiutando un nostro manoscritto, se possibile bisogna capire i motivi di quel "no" e lavorarci su. A volte il romanzo vincente arriva dopo una lunga sequenza di utilissime porte in faccia. Non bisogna mai avere fretta.

Stefan: Puoi rivelarci una chicca per le creature della notte sul tuo nuovo progetto letterario? Di cosa parleranno i tuoi nuovi libri in cantiere?
Leonardo: Posso dire ancora molto poco sul mio prossimo romanzo, perché siamo in una fase delicata in cui il testo è stato consegnato ma stiamo sistemando dei dettagli importanti riguardo l'uscita. Posso però ribadirti alcuni punti fermi, di cui ho già parlato online: sarà un romanzo stand-alone, dunque senza alcun seguito previsto, e ruoterà attorno al tema delle esperienze di pre-morte (near death experiences). Ho trascorso mesi sui libri, documentandomi a dovere per conoscere bene la materia che ho poi utilizzato come spunto narrativo, e sono davvero molto soddisfatto del risultato. Non vedo l'ora che i lettori, comprese le Creature della Notte, mi diano un parere spontaneo su questo nuovo misterioso viaggio...

Stefan: Un abbraccio da me e da tutte le Creature Della Notte!

In attesa di leggere il suo prossimo romanzo che si preannuncia come sempre da non perdere per noi creature della notte sopratutto anche per il tema affascinante che tratterà Leonardo nel suo nuovo progetto rivediamo con piacere il suo saluto per tutti noi fatto qualche mese fa...

IL SALUTO DI LEONARDO PATRIGNANI


27 gennaio 2014

Interpensieri: MARTIN RUA

INTERPENSIERI

MARTIN RUA


Conosciamo meglio gli autori con Stefano
chiacchieriamo con loro...

Chi è Martin Rua?
Martin Rua è nato a Napoli dove si è laureato in Scienze Politiche 
con una tesi in Storia delle Religioni. 
I suoi studi si sono concentrati particolarmente su Massoneria e alchimia. 
Dopo un viaggio a Praga e poi a Chartres ha dato vita a Lorenzo Aragona, il personaggio dei suoi romanzi, in bilico tra avventura ed esoterismo. 
Ha iniziato come scrittore auto pubblicato arrivando a vendere migliaia di copie del suo ebook in poche settimane. Le nove chiavi dell’antiquario è il primo romanzo della Parthenope Trilogy. 
Per saperne di più: http://www.martinrua.com/

Interpensiero a Martin Rua

Stefan: Quanto è difficile emergere e farsi spazio in italia nel mondo dell'editoria? 
Puoi dare un consiglio importante ai tanti ragazzi 
che tentano di farsi conoscere ma non ci riescono anche se bravi?
Tanti ci scrivono dicendo che vedono e trovano in te la speranza per continuare 
a tentare visto che tu c'è l'hai fatta...

Martin: Beh, mi lusinga essere una "speranza" per dei giovani come me. E mi commuove in un certo senso. Emergere come scrittore certo non è facile, come in ogni ambito in Italia ormai. Io stesso sono ancora a sudare per ricavare il mio spazio, nonostante parta adesso da una posizione avvantaggiata. In base alla mia esperienza io consiglio di tentare la strada del self-publishing, avendo cura però di realizzare al meglio il proprio lavoro: cura nella trama, nell'editing, nella realizzazione della copertina e nell'autopromozione. Infine, stabilire un prezzo competitivo per il proprio eBook. E' una buona base di partenza al momento.

Stefan: Com'è il rapporto con la tua città? Come vive un autore che scrive thriller a Napoli in una città con tanta storia passata e tanto presente che di certo ti regala mille emozioni e nuovi spunti per la tua trilogia de "Le nove chiavi dell'antiquario"

Martin: Napoli è talmente "tanto" e oltre che può essere difficile o facilissimo scrivere per o ambientare storie a Napoli. Ho vissuto per alcuni anni lontano e mi mancava. Tornare a viverci non è facile, è una città difficile ma è sicuramente stimolante. Il rischio per uno scrittore è di scadere nel patetico, nell'oleografico o nel sensazionalistico. Nessuna di queste cose m'interessa, ecco perché la mia Napoli, la Napoli di Lorenzo Aragona, è un po' fuori dal tempo, magica direi. Ho preso l'essenza esoterica di Napoli e ne ho creato uno sfondo magico che non indugia troppo in problemi di tutti i giorni, come la camorra, la nettezza urbana, il traffico. La mia è una Napoli che fa venir voglia di venirci per cercarne l'anima misteriosa.

Stefan: Molte persone mi hanno chiesto di chiederti... 
perché hai scelto proprio il nome di Lorenzo Aragona per il protagonista?
tu stesso hai detto in alcun interviste che tu e Lorenzo avete tante cose in comune... 
alcuni ipotizzano che tu stesso ti chiami Lorenzo... 

Martin: No, io non mi chiamo Lorenzo! In realtà l'"eroe", prima dell'avventura con la Newton, aveva il mio nome, era un po' come se il protagonista delle storie - Martin Rua - le raccontasse. Poi, per scelte editoriali, abbiamo deciso di cambiare nome. 
Ho fatto un po' di "brain storming", tra gli altri con il mio amico e ottimo scrittore Fabio Sorrentino, e alla fine è uscito fuori questo nome accattivante. Volevo che avesse una reminiscenza ispanica, ma fortemente partenopea. 
Ed è nato Lorenzo.

Stefan: Lorenzo ha un carattere molto sensibile specialmente con la sua Artemis, ma il suo rapporto con la bella Anna Nikitovna Glyz nei libri successivi cambierà in qualche modo? Si avvicineranno di più? Sono una bella coppia affiatata...

Martin: Anna è un bel personaggio, ma proprio per questo non voglio banalizzarlo. Lorenzo vive per Artemis, la vedo dura una "sbandata" di Lorenzo, ma... mai dire mai. Di certo Anna non tornerà nel secondo romanzo, ma sto facendo un pensierino per la conclusione della trilogia!

Stefan: Qual è l'ambiente ideale in cui si rifugia per scrivere Martin Rua?

Martin: In genere casa mia, ma siccome sono insofferente, non riesco a stare sempre nello stesso posto, scrivo dove posso e appena ho un pc: salvo sempre il file di quello che scrivo anche su un hard drive virtuale in rete e così lo posso avere a disposizione ovunque vada.

Stefan: Puoi dirci tre cose che odi ed ami nelle persone?

Martin: Odio la logorrea, l'autoreferenzialità e soprattutto la maleducazione; amo la garbata ironia, la gentilezza (quando c'è) e l'empatia che certe volte si crea. Qualcosa di impalpabile, un'alchimia che non potete spiegare. A volte mi lascia proprio senza parole.

Stefan: Grazie Martin per aver condiviso con noi un pò del tuo tempo 
un saluto da me e da tutti i lettori! 

Martin: Grazie a voi!

Martin Rua ci saluta in video:






28 giugno 2012

Interpensieri: DAMIAN DIBBEN

INTERPENSIERI:
DAMIAN DIBBEN

Conosciamo meglio gli autori con Stefan

L'autore ci saluta anche in un piccolo video


INTERPENSIERO DI "Stefan Salvatore"


Stefan - 1) Ciao Damian dal forum di libri "Creature Della Notte"!!
Jake è già approdato in italia nel primo volume in futuro ritornerà in altre città italiane?

Damian - Certamente! Il secondo libro è ambientato nell’antica Roma e un’avventura molto intrigante avrà luogo nel Circo Massimo.

Stefan - 2) Che emozioni provi quando finisci di scrivere un libro?

Damian - Mi sento ovviamente orgoglioso del mio lavoro e sollevato ma immediatamente inizio a pensare al libro successivo. Avendo appena finito il secondo della serie ora sto iniziando con il terzo che è ambientato nella Cina antica, al tempo dei viaggi di Marco Polo.

Stefan - 3) Qual'è il tuo rapporto con l'italia?è la prima volta che visiti l'italia o vieni spesso?

Damian - L’Italia è il paese che ho visitato più spesso, sarò venuto almeno venti volte! La prima volta sono stato a Venezia, avevo 9 anni, e dopo quella volta sono venuto in Italia almeno una volta all’anno. Amo questo paese, la sua storia, i paesaggi, il cibo, la gente… davvero tutto!

Stefan - 4) Che consigli puoi dare ai giovani autori italiani che non riescono a far pubblicare dalle case editrici i propri romanzi?

Damian - Penso che sia importante scrivere di qualcosa che appassioni davvero, qualcosa che sia importante per chi scrive, questo è fondamentale. Secondariamente, penso che bisognerebbe prendersi il tempo necessario e organizzare il proprio lavoro, portandolo avanti fino alla fine, anche se a volte può sembrare difficile.


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